Volo dell'Angelo
(Ultima domenica di agosto)
La manifestazione più importante per tutti i gesualdini è senza alcun dubbio quella del Volo dell'Angelo,
attorno alla quale si sviluppano i festeggiamenti per
S.Vincenzo Ferreri.
L'ultima domenica di agosto, a mezzogiorno, in un contesto scenografico spettacolare, in mezzo a una cornice di pubblico in estatico silenzio, un “Angelo” fa la sua comparsa sulla terra.
L'Angelo è impersonato da un bambino, e inizia il suo volo legato a una fune d'acciaio tesa fra il bastione del
Castello e il campanile del
SS.Rosario.
Secondo lo schema coreografico tradizionale l'Angelo si rivolge prima al Santo e poi al suo popolo: “O glorioso San Vincenzo Ferreri, io dall'alto vengo e ti saluto, …mi rallegro con te del grande onore che oggi ti rende questo popolo festante…” e poi agitando il suo dardo lancia la sfida al diavolo…“lode a te evviva per sempre a dispetto di Satana e di tutto l'inferno!”….
Il diavolo non si fa attendere, sbuca da sottoterra (un palco montato fra la folla) e: … “di Satana? Di tutto l'Inferno? Quale esile fiato fa cenno al mio nome? Al mio Regno? …Tu! …Chi sei tu, o miserabile uccello dalle ali mozzate che pigolando vai su questa mia terra?” “Un angelo? Ahahahahah… un angelo! …Piccolo verme trasformato in uccello! …”
Lo scontro entra inesorabilmente nel vivo, diventa cruento ed avvincente e continua per circa mezz'ora: il diavolo fa inutilmente vanto della sua potenza, che trova dimostrazione nell'egoismo e nella sete di ricchezza propri a tutto il genere umano.
Poi Lucifero sparisce nelle viscere della terra, da dove era venuto, insieme alle maligne e potenti tentazioni che solo la fede in Dio e nel taumaturgo
S.Vincenzo possono allontanare e l'Angelo, nel tripudio generale, continua il suo volo fino al Campanile.
Il pranzo del giorno di
S. Vincenzo, per Gesualdo, è speciale come nelle grandi occasioni. Vede riuniti intorno alla mensa, proprio come negli eventi straordinari, parenti, magari non visti neanche a Natale, oppure da tanti anni, perchè lavorano e sono residenti fuori Gesualdo, ma che rientrano per l'occasione, nonchè amici e conoscenti.
E' anche la festa degli emigranti tenuti rigorosamente presenti anche nel copione dell'Angelo. E' la festa dei bambini che una volta ricevevano dolci e giocattoli soltanto in questo periodo dell'anno.
E' la festa di ringraziamento per le messi copiose raccolte dopo un anno di duro lavoro nei campi, accompagnato dalla misericordia di Dio ottenuta per intercessione del santo taumaturgo
S. Vincenzo che protegge campi e frutti della terra. E' la festa del bambino-angelo, sempre di umile estrazione, che attraverso la coraggiosa recita, in passato e non solo, contribuiva a sollevare le modeste condizioni di vita che per alcuni erano molto più difficili che per altri.
A tarda sera la processione rientra e si conclude con una messa solenne, celebrata sul sagrato della Chiesa del Rosario sovrastante la folla nella piccola piazza.
C'è la benedizione dell'Angelo che rientra al cielo: “…benedico le vostre case, le vostre campagne e i vostri parenti, che per motivo di lavoro sono lontani da Gesualdo…”, percorrendo a ritroso e di notte il tragitto della mattinata.
(parte della descrizione è ispirata a
http://www.carlogesualdo.altervista.org)
Passione di Cristo
(Venerdì Santo)
Altrettanto suggestiva è la rappresentazione della Passione di Cristo, che si svolge nella tarda serata del Venerdì Santo.
Gesù viene condotto in catene davanti al palazzo di Pilato (il
Cappellone) dove viene accusato, processato, flagellato e condannato a morte.
Ha inizio la breve “Via Crucis” che, facendosi strada fra la folla degli spettatori, conduce al
Castello, il luogo scelto per rappresentare il Calvario.
Giochi di luce meravigliosi, musiche coinvolgenti, effetti speciali abilmente orchestrati, amplificano l'impatto emotivo delle scene finali della rappresentazione, curate in ogni particolare, in cui Gesù viene crocifisso.
Presepe Vivente
(Ultimi giorni di dicembre)
Da qualche anno la rappresentazione non è stata organizzata per i lavori di recupero cui è sottoposto il centro storico gesualdino.
Palio dell'Alabarda
(Mese di agosto)
La manifestazione rievoca un importante avvenimento della storia della città di Gesualdo: il perdono fra il Principe
Carlo Gesualdo ed il figlio Emanuele avvenuto il 2 Marzo 1609.
Lo storico perdono viene ricostruito sul sagrato del Cappellone in uno scenario bellissimo e con la partecipazione di oltre 200 figuranti,
comprendenti le 2 coppie di principi
Carlo Gesualdo ed Eleonora d'Este, Emanuele Gesualdo e Polissena Furstemberg, due Cardinali, le coppie di nobili dei 4 quartieri (Canale, Cappuccini, Fiera, Piazza), arcieri, alabardieri, cavalieri, sbandieratori, tamburini e trombettieri.
La storia narra che il principe Carlo per esprimere la sua gioia istituì il Palio dell'Alabarda che tutt'oggi viene disputato tra i cavalieri dei quattro borghi con una gara di tiro con l'arco e con una giostra di cavalieri.